Postcards from Tokyo #7

Marcell, il brivido della velocità

L’Italia si è scoperta un Paese per velocisti e lo ha fatto attraverso lo schiaffo dirompente di un 9’’94 sui cento metri alle Olimpiadi. Un ciclone su Tokyo dal nome Marcell Jacobs.

Era dai tempi di un signore di Barletta che di nome faceva Pietro e di cognome Leggenda, dai suoi meravigliosi duecento metri alle Olimpiadi di Mosca, che non avevamo un sogno di medaglia nelle gare sprint. Perché se non ve ne foste accorti, di questo parliamo: di un tempo corso in batteria, record italiano, che può valere un posto sul podio della gara regina per eccellenza, un appuntamento a cui nessuno vuole mancare. Saranno 100 metri di passione prima in semifinale e poi in finale.

Certo, la strada è ancora lunga ma percorrerla con la fiera velocità di un uomo che l’Italia non ha mai avuto, ci regala il sogno di essere protagonisti, in quei 10 secondi scarsi, che si vivono in apnea e si ricordano per la vita. Abbiamo sempre visto gli altri essere protagonisti, abbiamo tifato per atleti dalle nazionalità più o meno esotiche. Adesso è il nostro turno. Forza Marcell, la storia è lì: dista solo 100 metri e poi altri 100.

Carlo Galati

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