L’abbraccio dello sport

Ci siamo. È in questi momenti che si tirano le somme di ciò che è stato, guardando a ciò che potrebbe essere, con stati d’animo diversi in base alle personali attitudini verso il futuro. È il momento in cui bisogna guardarsi indietro e capire cosa è stato per leggere cosa sarà; riguardare, come nel nostro caso, le foto di un 2022 che per tanti versi sarà un anno indimenticabile.

Anno in cui ci hanno lasciato icone dello sport, ricordarne qualcuna significherebbe fare torto ad altre, un anno in cui c’è chi ha vinto, chi ha sofferto. E c’è chi si è abbracciato. Ed è proprio questo abbraccio olimpico, quello tra il russo Ilia Burov e l’ucraino Oleksandr Abramenko, della finale di freestyle alle Olimpiadi di Pechino, a rappresentare l’immagine più forte di questo 2022. Una foto che per certi versi, è irripetibile.

Una foto che rappresenta il frame precedente di un mondo che probabilmente non vedremo più, perlomeno non a breve, e che colpisce in pieno volto chi non sa cogliere nei valori dello sport i valori della vita. Ripartire da qui, da questa foto. Dal grande abbraccio che lo sport può dare al mondo e agli uomini, elevandoli dalla miseria d’animo che ne attanaglia chi ha in mano le sorti di popoli e nazioni intere. Auguri a loro, auguri a noi.

Carlo Galati

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