La zAryna di Melbourne

Ci sono voluti 4 match point ed una palla break annullata. Nel mezzo tutta una vita di sacrifici, allenamenti, partite, delusioni e successi. Sudore e lacrime, gioia e dolore. La normale routine di un’atleta che sopporta tutto questo per raggiungere quel momento. Nello specifico il momento in cui il dritto di Rybakina atterra un metro oltre la linea di fondo campo. Il momento in cui Aryna Sabalenka ha realizzato di aver vinto il suo primo Slam.

E sono dolci lacrime di gioia, di un sorriso che le riempie il cuore di una dolcezza che tradisce la forte fisicità che rappresenta. Il sorriso di una ragazza che ha giocato il tennis migliore che possiede, battendo non solo la sua avversaria sul campo ma anche quella che nella sua testa l’ha costretta ad errori che potevano costarle caro.

È stata una partita muscolare, come ci aspettavamo; una bella partita. È vero, saranno mancati i colpi di tocco, leggeri e spettacolari ma…è difficile vederli ovunque. È il tennis moderno, baby. Ed è proprio di questo tennis che Aryna è testimonial ideale e perfetto. E la sua firma, nel registro delle più grandi non poteva mancare.

Carlo Galati

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