Postcards from Tokyo #13

Antonella, Oro di Puglia

Dopo Stano, un’altra faticatrice nata e cresciuta nel tacco dello Stivale: è la pugliese Antonella Palmisano, atleta trentenne che ha dominato la venti chilometri di Marcia e centrato l’ennesimo oro della incredibile spedizione azzurra dell’Atletica.

Stesso allenatore di Stano, stessa infanzia condita con l’olio buono e piccante di Puglia, stessa maturità agonistica a schiantare avversari lasciati lontani, senza la necessità di “sporcare” la tecnica di marcia per andare più forte.

Guardi in faccia Antonella e ti vengono in mente Maurizio Damilano, Abdon Pamich, Sandro Bellucci, Annarita Sidoti, Giuliana Salce, Ileana Salvador, Elisa Rigaudo, Eleonora Anna Giorgi, Giorgio Rubino, Ivano Brugnetti, Michele Didoni, Giovanni De Benedictis.

E forse dimentichiamo qualcuno.

La marcia, insomma, quel mondo incredibile nel quale la fatica non è tutto, perché bisogna anche dimostrare perfezione nel gesto atletico e doti strategiche in gare, spesso, ad eliminazione.

La marcia generosa, praticata da gente generosa, per una Italia dell’Atletica che ha sbancato Tokyo, contro ogni pronostico, ben al di là di ogni previsione.

Oggi sul gradino più alto c’è la marciatrice di Mottola, la ragazza con il fiore portafortuna in testa, cucito dalla madre, per far capire al mondo che non sappiamo solo soffrire, ma anche vincere, tanto e bene.

Postcards from Tokyo #12

Stano, in Marcia verso l’Oro

Neanche gli aruspici più ottimisti avrebbero letto i segnali provenienti dalla Regina dei Giochi, così avara di soddisfazioni nelle ultime edizioni e in crisi nerissima di risultati.

Dopo la pista, con i sigilli di Jacobs e Tamberi, è la strada a dare un’altra soddisfazione all’Italia, con il passo di marcia del ventinovenne di Palo del Colle, Massimo Stano.

Tacco e punta devastanti, dal primo all’ultimo chilometro, a sfiancare la resistenza dei due Samurai, Ikeda e Yamanishi, e testare la propria, con una grandissima attenzione alla tecnica di marcia.

Un’azione che non lascia scampo agli avversari e che proietta Massimo lassù, su quel gradino del podio occupato nella storia da Maurizio Damilano, trentun’anni dopo Mosca ‘80.

Risorge la Marcia, risorge l’Atletica, risorge l’Italia dello sport, nonostante le delusioni provenienti dagli sport di squadra, grazie ad atleti abituati a soffrire in silenzio macinando chilometri o nuotando per ore, da soli, con i sogni nel cassetto a fare loro compagnia.

Sono loro i simboli di questa avventura olimpica, nella quale è il movimento olimpico ad uscire vincitore molto più che le foto di gruppo patinate degli ex squadroni di invincibili.

Vi vogliamo così.

Come Massimo Stano, da Palo del Colle, marciatore.