
E’ l’essenza dello sport, alla fine come sempre, a ridare la luce ad una cerimonia inaugurale che è stata una scommessa fin dall’inizio. Marie-Jose Perec e Teddy Reiner, sei ori in due, atleti formidabilmente francesi, hanno acceso il braciere olimpico rimettendo al centro di tutto gli atleti, i veri protagonisti della XXXIII Olimpiade moderna. Atleti che durante tutte le 4 ore della cerimonia, sono stati messi su dei Bateau Mouche, tipicamente parigini, ridimensionandone il ruolo di protagonisti, affannati com’erano a farsi notare, probabilmente infastiditi dall’acqua, copiosa, caduta e che ha reso in alcuni casi una piacevole navigazione, in un fastidioso contrattempo. Peccato.
Peccato perché comunque non possiamo non dire che il grande spettacolo andato in scena non fosse incredibilmente potente nei suoi messaggi, il primo di tutti legato ai valori fondanti di libertà e uguaglianza di cui la Francia si fa vanto. Può piacere o meno anche il modo in cui questi valori siano stati espressi, ma questo è un altro discorso. Ed è stata un’esaltazione della cultura e della storia di questo Paese, in cui la Francia stessa è stata messa in primo piano (anche troppo) rispetto all’Olimpiade. Ma ci può stare. Spettacolare in tal senso l’esplosione del tricolore francese dul Pont d’Austerlitz. Tra i momenti più emozionanti, di sicuro la performance da pelle d’oca di Celine Dion.
Quello che sicuramente è mancato è stato il coinvolgimento di Parigi, che doveva essere al centro dell’inaugurazione: la pioggia ha impedito che alcune riprese arrivassero in tutto il mondo. E poi, il coinvolgimento del pubblico: uno stadio è per definizione luogo dove l’entusiasmo trova il suo porto sicuro, facendosi contagioso e coinvolgendo. Questo non è avvenuto e si è sentito.
Una scommessa e come tale si può vincere e perdere. La pioggia ha sicuramente complicato tutto, ma non avere un piano B o lasciare atleti, capi di stato e giornalisti sotto l’acqua per ore non è da perfezionismo olimpico. L’obiettivo di stupire il mondo è però riuscito: tutti ne parlano, tutti ne parleranno e tutti la ricorderanno. E questa alla fine è l’unica cosa che conta.
Carlo Galati @thecharlesgram