
È stata una gran bella Italia quella che oggi ha calcato il prato verde dell’Aviva Stadium di Dublino, teatro di questa seconda giornata del Sei Nazioni e che portava con sé una moltitudine di significati. Da un lato l’Irlanda di Andy Farrell era chiamata a risollevarsi dopo il pesante 36 a 14 subito in Francia, mentre l’Italia di Gonzalo Quesada si è presentata con quella consapevolezza giusta che serve per provare a fare l’impresa in un luogo sacro per questo sport.
L’Italia infatti ha approcciato l’incontro con molta compattezza e l’Irlanda è sembrata non essere la solita. Nonostante qualche tentativo iniziale dei quindici in verde, un possibile turning point poteva già arrivare al 10’, quandol’ammonizione e conseguenze assenza dal campo di Louis Lynagh ha portato l’Italia in inferiorità numerica. Ma gli azzurri non hanno accusato il colpo.
Poco dopo è arrivata però la meta di Jamie Osbourne. Dopo tante aspettative, questa poteva già spezzare il morale, ma così non è stato e gli uomini guidati da capitan Lamaro si sono subito focalizzati sull’obiettivo, non lasciando intravedere crepe. Si sono incitati e hanno squadra, trovando il premio nella meritata meta con Giacomo Nicotera e relativa conversione di Paolo Garbisi. È 10 a 5 per l’Italia a fine primo tempo. Gli azzurri non hanno praticamente mai sofferto e hanno gestito con ordine.
Dal tunnel dell’Aviva però esce un’Irlanda decisamente diversa, molto più viva e, per certi versi, di fronte ad un’ultima chiamata per entrare definitivamente nel match dal punto di vista nervoso. Questo approccio più determinato paga subito; Jack Conan capitalizza la pressione con la meta al 42’ riportando il risultato sul 10 pari.
Arriva il momento che risulterà decisivo, Louis Lynagh mette giù la meta del nuovo sorpasso Italia, ma la review guidata da Hollie Davidson, primo arbitro donna nella storia del Sei Nazioni, evidenzia l’in avanti di Tommaso Menoncello, quindi tutto torna in parità. Da un potenziale 17-10 per l’Italia, si passa in un lampo al 17 a 10 per gli irlandesi con la meta di Robert Baloucoune e la conversione di Jack Crowley, subentrato a Sam Prendergast con una grande acclamazionedel pubblico. Un’altra punizione di Crowley e quella al 66’ di Paolo Garbisi fisseranno il punteggio sul 20 a 13 finale.
“Ci sono stati tanti errori, ma abbiamo mostrato grande resilienza” dirà coach Farrell alla fine, mettendo ancora più in luce quanto di buon abbia fatto l’Italia che, infatti, ci ha provato lasciando l’Aviva con il fiato sospeso fino all’ultimo momento.
“Sono consapevole di contro chi abbiamo giocato e sono piùche orgoglioso per quello che abbiamo fatto in questa partita. – Spiega in conferenza Quesada – È stata una grande performance dell’Italia. Oggi sono molti più i punti positivi.”Queste parole sottolineano come ci siano ancora dei passi da fare per il gruppo azzurro, ma lo standard raggiunto dalla nazionale è molto alto.
Fabrizio Salvi








