
Alle volte eccediamo tutti nell’utilizzo dell’aggettivo storico riferito ad eventi o avvenimenti sportivi (tennistici nel caso specifico), per sottolineare l’importanza del momento non tenendo conto, o non del tutto, del peso che l’utilizzo del termine ha. Mai però come nel torneo olimpico che stiamo vivendo, un torneo che vede un giocatore italiano, Lorenzo Musetti, guadagnarsi l’accesso alla zona medaglie. Ultimo a riuscirci Umberto De Morpurgo nel 1924, che poi conquistò la medaglia di bronzo. Parliamo di 100 anni fa, parliamo di un altro sport.
Musetti e non solo. Come non considerare il doppio femminile Errani-Paolini a caccia delle medaglia?! Ma andiamo per ordine. Lorenzo Musetti ha battuto il campione olimpico in carica, Alexander Zverev in un match perfetto, vinto con un doppio 7-5. Una partita intelligente, giocata da Musetti ad un livello di percezione del gioco e di attuazione dei propri colpi migliori, praticamente perfetta. Nella forma e nell’esecuzione, nel gesto e nella sua esecuzione. Ha una classe innata Lorenzo e quando sa come farla sfruttare, quando consapevolmente agisce da campione, allora il resto è il più cassico dei giochi da ragazzi. Da qui in avanti nulla è precluso.
È storia anche per le ragazze del doppio, per la splendida coppia Errani-Paolini, che battendo le britanniche Boulter-Watson, hanno conquistato il diritto di giocare per le medaglie con il duo ceco Muchova-Noskova. Anche per loro possiamo abusare del temine di cui sopra. Per la prima volta nella storia, il doppio femminile, a livello olimpico ha la possibilità di fare qualcosa di davvero grande, un qualcosa che può anche rompere le barriere del sogno, per arrivare a raggiungere una reale e quanto mai preziosa medaglia. Inutile ricordarvi come potremmo definirla, ma di sicuro lo sapete già.
Carlo Galati @thecharlesgram