
L’Italia ci ha provato, ha lottato, ha mostrato cuore (tanto) e disciplina (poca). Alla fine, all’Olimpico, l’Irlanda ha vinto 22-17 nell’ultima giornata del Sei Nazioni. Un risultato che, sulla carta, racconta di un match combattuto fino all’ultimo, ma non dice tutto. Non dice dei 42 minuti giocati dagli Azzurri in inferiorità numerica, non dice della resistenza disperata, del coraggio spalmato in ogni placcaggio, dell’orgoglio a riemergere quando la logica e la storia, avrebbero suggerito di arrendersi, ma non dice neanche del giallo a Lamaro, che ha spaccato la partita.
Già prima del giallo, poi rosso, a Ross Vintcent, l’Italia sapeva di dover soffrire. Perché l’Irlanda, questa Irlanda, ha muscoli, geometrie e una memoria di ferro. Sa dove colpire, e quando farlo. I primi venti minuti sono una sciarada di calci tattici e collisioni, una battaglia d’usura. Poi, la meta di Monty Ioane illumina la serata romana, con una corsa di potenza e intuizione che per un attimo sembra ribaltare il copione. Ma l’Irlanda non si scompone, alza il ritmo e risponde con Dan Sheehan, il suo tallonatore che segna come un’ala, autore di tre mete.
Poi arriva il primo scossone: cartellino giallo a Lamaro. L’Italia resta in quattordici per dieci minuti, che l’Irlanda sfrutta con la meticolosità di un chirurgo. Sheehan segna ancora, gli Azzurri barcollano. Ma non crollano. Tommaso Allan infila un calcio piazzato, mantiene l’Italia in scia.
Il colpo di grazia sembra arrivare a inizio ripresa, quando Ross Vintcent si becca un rosso diretto. Quarantadue minuti da giocare con un uomo in meno, contro una squadra che sa soffocare gli avversari. Eppure, la resa non arriva. L’Italia si aggrappa alla difesa, prova a ripartire, trova persino la meta con Varney, dopo una fuga in contropiede di Capuozzo che infiamma l’Olimpico. Ma il tempo non basta, la fatica pesa e l’Irlanda chiude il discorso con un altro calcio. Esultano i tanti tifosi irlandesi giunti a Roma, che per un giorno sembra provincia di Dublino.
C’è una consolazione, piccola ma significativa: il Galles, travolto dall’Inghilterra, chiude il torneo all’ultimo posto. Il cucchiaio di legno non è azzurro. E questa, per com’è andata la serata, è già una piccola vittoria.
Peccato.