
Francesca Lollobrigida non vince soltanto un oro olimpico. Si prende una storia, la sua, e la rimette al centro dello sport italiano. Nei 3000 metri di Milano-Cortina 2026, nel giorno del suo trentacinquesimo compleanno, l’azzurra firma la gara perfetta: record olimpico, primato italiano e una superiorità costruita giro dopo giro, con la lucidità delle campionesse vere.
Ma il punto non è il cronometro, pur straordinario. Il punto è il personaggio. Lollobrigida arriva a questo appuntamento con addosso il peso di una carriera già piena, l’argento e il bronzo di Pechino, i podi mondiali, e con la consapevolezza di chi ha attraversato momenti difficili, fisici e mentali, senza mai smettere di cercarsi. Non è un talento improvviso, non è una sorpresa: è una costruzione lenta, ostinata, quasi artigianale.
La sua gara è un crescendo controllato. Parte composta, resta in scia, studia. Poi, negli ultimi due giri, cambia ritmo e cambia storia: sorpassa, allunga, domina. La canadese Maltais cede, la norvegese Wiklund resiste finché può, ma il finale è tutto azzurro. Sul ghiaccio resta la traccia di un’atleta che conosce perfettamente il proprio corpo e il proprio tempo.
E forse è proprio questo il tratto che la rende diversa: Lollobrigida è un’atleta adulta, consapevole, lontana dall’idea romantica della giovane promessa. La sua forza è la continuità, la capacità di restare, di migliorarsi, di trovare nuove motivazioni quando il mondo sportivo chiede sempre il prossimo talento da celebrare.
A 35 anni non conquista soltanto una medaglia. Conquista uno spazio simbolico: quello di chi dimostra che la maturità può essere un vantaggio, che l’esperienza pesa quanto la freschezza, che la resilienza è una qualità sportiva prima ancora che umana.
Milano le consegna l’oro, ma soprattutto le restituisce il senso del percorso. Francesca Lollobrigida diventa così il volto di un’Olimpiade che parla di identità, di carattere, di profondità. Non solo una campionessa del ghiaccio: una storia italiana di ostinazione e talento che, proprio ora, trova il suo momento più alto.