
Iniziano gli ottavi e con essi ci rendiamo contro più facilmente a che punto sia arrivato il torneo. Tenere la contabilità dei turni precedenti è esercizio complesso, come quando parliamo con genitori che si affidano alla contabilità dei mesi per dire l’età dei figli. Ecco, più o meno noi siamo a quel livello. Le partite degli ottavi di solito sono le più belle, quelle che fanno da spartiacque tra match interlocutori, a meno di sorprese, e incontri che invece sono il preludio a cose più grandi. Detto questo, veniamo a noi:
Khachanov-Sonego: inaugura la giornata, primo punto alle ore 11. Che dire? Non è una partita impossibile per Lorenzo, che però paga lo scotto di un turno precedente piuttosto impegnativo, a differenza del russo che invece di set nel turno precedente, ne ha giocato uno in meno. È un match aperto che probabilmente preannuncia nuova maratona.
Djokovic-Varillas: al netto di magneti attaccati al petto, scleri estemporanei sul campo (a proposito, pubblico francese on fire), momenti di tennis non esaltanti, il serbo resta comunque il favorito del torneo o uno dei pochissimi. Dall’altra parte della rete Juan Pablo Varillas, from Lima, Perù…e per questo ha la nostra simpatia.
Alcaraz-Musetti: ci limiteremo a dire che è di gran lunga il match più interessante tra tutti quelli visti finora e che il carrarino è uno dei pochi tennisti ad alto livello ad avere uno score positivo con Carlitos. Certo, è solo uno il precedente ma piuttosto importante. Alcaraz visto finora è stato ingiocabile, ma è pur vero che non ha incontrato ancora uno che giochi bene come Musetti. Favorito lo spagnolo ma…
Svitolina-Kasatkina: di nuovo una tennista russa per la signora Monfils che evidentemente sta tornando a livelli molto alti forse spinta da una motivazione più grande. Kasatkina però non ha mai giocato così bene. Ci stupiremmo di una stretta di mano a fine match.
Stephens-Sabalenka: due campionesse Slam, anche se in fasi storiche totalmente diverse. L’americana ha vinto e ha dimenticato cosa significhi, Sabalenka è fresca di titoli e ha ben in mente come fare a farlo ancora. Bielorussa nettamente favorita.
Carlo Galati