
E quindi ci siamo. Vanno in archivio gli ottavi di finale, lasciandoci in bocca un retrogusto amaro. Un retrogusto di ciò che poteva essere e non è stato. Perché ad un certo punto del match, tra Alcaraz e Berrettini pensavamo e pensava in primis Matteo di poter far suo il match; alzi la mano chi ha pensato il contrario, soprattutto dopo il primo set. Alla fine è andata come logica voleva che andasse, ha vinto meritatamente il più forte. Dunque arriviamo ai quarti con un solo portabandiera azzurro, Jannik Sinner, il più accreditato per arrivare a quell’obiettivo per il quale avremmo firmato a priori. Quindi vi chiederete, di quali match parleremo oggi? Proviamo a soddisfare la vostra curiosità, quindi, veniamo a noi:
Sinner-Safiullin: non vi stupiremo con fuochi d’artificio, né ricchi premi o cotillons, scrivendovi che Jannik non può non vincere. È quello che deve fare, l’occasione è troppo ghiotta per non essere colta; quante altre volte in una carriera capita un tabellone così in uno Slam? Si contano sulle dita di una mano. Attenzione però il russo è giocatore che sta dimostrando di essere quella promessa che tutti pensavano fosse, che sta giocando probabilmente il miglior tennis della sua vita. D’altronde non si arriva ai quarti di Wimbledon per caso. Non sarà facile ma non possiamo pensare ad un risultato diverso dalla vittoria. Chi afferma il contrario mente sapendo di mentire. E non si fa.
Swiatek-Svitolina: troppo facile direte voi e magari avete anche ragione, ma il nostro è un mestiere difficile anche quando sembra banale. E proviamo a spiegarvi il perché di questo match: la polacca è una delle favorite del torneo e su questo non ci piove. Finora è andata avanti vincendo i match che doveva vincere ma paradossalmente, senza l’attenzione che la numero uno al mondo merita. Dall’altra parte della rete una giocatrice che sembrava nella fase calante della sua carriera e che ha invece ritrovato motivazioni ancestrali, che affondano le radici nell’appartenenza a ciò che rappresenta. È un match dalle mille facce, a noi ne basta una: entrambe giocano un ottimo tennis. Ci sembra una motivazione più che valida.
Carlo Galati @thecharlesgram