
Si stringe il cerchio magico e ad ambire al titolo saranno in otto, quattro uomini e quattro donne. E no, non è un discorso che volge alla parità di genere a tutti i costi ma è l’oggettività della situazione dei due tabelloni; questo significa che siamo arrivati alle semifinali di Wimbledon, ovvero quel momento che fa da spartiacque tra l’esser stato bravo e giocare la finale di uno Slam, sognando, perché no, anche di vincerla. Comunque vada, belle sensazioni. Si comincia con le donne in campo, con due match che tra loro sono piuttosto differenti, perché differenti sono le storie delle giocatrici. Proveremo a parlarne. Quindi, veniamo a noi:
Svitolina-Vondrousova: due belle storie a modo loro. Da una parte, l’ucraina, che scende in campo portandosi sulle spalle la responsabilità di rappresentare un paese che sta attraversando l’inferno della guerra e l’esser tornata a giocare dopo esser diventata mamma a ottobre: anche quest’ultimo un compito mica da ridere. Eppure con forza e tenacia, volli sempre volli fortissimamente volli, è tornata a competere ad altissimi livelli. Ha preso parte al torneo grazie ad una wild card; questo basti. Dall’altra parte della rete, una giocatrice che, nel silenzio totale, piano piano, ne ha battuta, una, poi un’altra e un’altra ancora fino ad arrivare a Jessica Pegula, giocando tra l’altro magistralmente. E quindi adesso? Vedremo di sicuro una partita molto combattuta ma non per forza bellissima.
Jabeur-Sabalenka: ecco, se cercate maggiore spettacolo, forse meglio orientarsi verso questo match. La tunisina sta giocando ai livelli dello scorso anno, anzi probabilmente meglio visto che ha battuto quella Rybakina che le aveva tolto un titolo che sembrava già suo. Sabalenka, l’amazzone bielorussa, è sulla strada del secondo Slam, dopo la vittoria in Australia. Ecco, se qualcuno può spezzare il suo strapotere fisico è proprio Jabeur che, probabilmente, punterà a toglierle ritmo, a non darle punti di riferimento, uscendo rapidamente da uno scambio che la vedrebbe di sicuro soccombere. Match da gustare e apertissimo ad ogni risultato.
Carlo Galati @thecharlesgram