Wimbledon, day 13: il giorno della campionessa


Ci siamo, siamo quasi arrivati alla fine. Vediamo il triangolino dell’ultimo chilometro stagliarsi nitidamente in lontananza, l’ultimo sforzo prima di alzare le braccia al cielo dicendoci: è finita. Siamo stanchi anche noi, neanche avessimo scalato in bici il Tourmalet… tanto per continuare a restare in tema. Torniamo seri: abbiamo visto entrambe le semifinali maschili e ci aspettavamo di più. Come gioco, come strategia, come tattica, invece è stato più o meno quello che ci si aspettava, però con meno pathos. La cosa egualitaria è che almeno entrambi i finalisti sono stati poco in campo, hanno avuto due partite piuttosto democratiche dal punto di vista dello sforzo profuso. Magra consolazione, se pensiamo a cosa poteva essere e non è stato. La giocheranno i migliori, numero 1 e 2 al mondo, ma di questo vi scriveremo domani. Oggi invece non possiamo non parlare della finale femminile, il main event in questo secondo sabato londinese. Saranno contenti i soci del club: da settimana prossima non avranno più tifosi in bermuda, sudaticci e alle volte pure alticci, in giro tra i campi alla ricerca del souvenir o di un Pimm’s. 

Quindi sarà Ons Jabeur-Marketa Voundrousova l’atto conclusivo di un torneo che ha visto perdersi per strada tutte le favorite: Iga Swiatek, Aryna Sabalenka ed Elena Rybakina, sono state in gara ma piuttosto svogliatamente, senza mai dare l’impressione di crederci davvero, di esprimere la propria voglia di vincere, di dominio. Insomma quella roba che ha Djokovic. E così in finale si affrontano due giocatrici diversissime tra loro: una, Jabeur, che riscontra il piacere del grande pubblico, soprattutto londinese, l’altra Voundrousova, giocatrice regolare, che tiene molto lo scambio e non sbaglia praticamente mai. Per entrambe una sorta di rivincita che di finali Slam ne hanno perse entrambe, una propria a Wimbledon, l’altra a Parigi. Ci conoscete sinceri e vi diciamo che non è che ci entusiasmi molto questo match: è vero Jabeur ha un gioco più vario, quasi erbivoro ma comunque in altre ere sportive sarebbe stata una delle tante. Oggi invece è la favorita per vincere Wimbledon: sta tutto qui. 

A domani.

Carlo Galati @thecharlesgram

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