
Ed eccoci qui, a scrivere del capitolo finale, senza avere la minima idea di come si possa arrivare alla parola fine. Di sicuro ci aspetta, sulla carta, il finale più bello possibile, si spera anche sul campo, rinfrancandoci dalla finale femminile che ci ha tolto ogni sorta di entusiasmo possibile in un caldo pomeriggio di mezza estate. Jabeur-Voundrousova è stata una brutta partita, inutile girarci troppo attorno, nella quale, già il tennis della ceca non è tra i più entusiasmanti, se in più ci mettiamo il braccino di colei che avrebbe dovuto regalare spettacolo, beh il risultato finale non può che essere quello, ovvero partita brutta vinta dal tennis meno bello (mettiamola così). Comunque chapeau a Marketa, campionessa di Wimbledon. Detto questo, veniamo a noi, alla finale delle finali, al match più atteso e ai suoi tanti significati.
Nel match tra Djokovic e Alcaraz, c’è tanto in palio: Wimbledon, of course, la possibilità per il serbo di continuare a sognare il grande Slam, il numero 1 al mondo, ma soprattutto c’è in ballo il futuro del tennis. Ora, siamo consapevoli del fatto che in questo poche righe sia difficile argomentare bene e che ci attireremo le ire di molti, però chi vi scrive considera, senza alcun dubbio, Djokovic uno dei più grandi sportivi della storia dello sport, andando oltre la singola disciplina, parliamo del gotha assoluto. Premessa d’obbligo per arrivare al punto: ha dominato la sua generazione (Rafa a parte, Roger in parte). Ha fatto lo stesso con la generazione successiva, quella dei vari Medvedev, Tsitsipas, Zverev, Thiem, lasciando loro briciole. Sta provando a fare lo stesso con l’ultima di queste generazioni, Alcaraz, Rune, Sinner che avranno più tempo per avere chance anche dopo il ritiro di Nole ma potrebbero vivere nel ricordo di chi li ha battuti. Ecco perché Alcaraz ha la chance di poter invertire una rotta ancora invertibile, per poter salvare la nouvelle vague dalla furia serba. Lo spagnolo come ultimo baluardo, per provare a salvarsi, salvando il tennis da se stesso, ovvero dal dominatore incontrastato che ha puntato lo slam numero 24 e il numero 8 a Wimbledon.
Fuori i secondi.
Carlo Galati @thecharlesgram