
Nel giorno in cui a Fukuoka è crollato l’ultimo record mondiale della leggenda del nuoto Michael Phelps, nella vicina Budapest è entrato nei libro dei ricordi un altro primato, ancora più longevo e il cui ricordo e’ legato a due grandi del volante, Ayrton Senna e Alain Prost.
La Red Bull, dominando con Max Verstappen il Gp d’Ungheria, ha conquistato la sua 12/a vittoria consecutiva di scuderia in Formula 1, migliorando le 11 che aveva ottenuto la McLaren nella stagione 1988. Una giornata memorabile per il team anglo austriaco e per il campione olandese, che da parte sua ha infilato il settimo successo individuale di fila e il nono stagionale, procedendo spedito verso il suo terzo titolo mondiale. Curiosamente, all’Hungaroring, a impedire la doppietta Red Bull è stata una McLaren, quella di Lando Norris, che è riuscito a tenere a bada la rimonta di Sergio Perez, che era partito nono. L’11/a gara stagionale ha confermato in pieno le difficoltà della Ferrari, che su un circuito in teoria favorevole dopo qualifiche non brillanti ha fatto seguire una gara deludente. Charles Leclerc, partito dalla sesta piazza, ha terminato settimo, causa anche una penalità di 5” inflittagli per aver superato la velocità massima in pit lane. Carlos Sainz dall’11/a posizione è salito all’ottava, non certo un balzo memorabile considerato anche il ritardo di oltre un minuto sul vincitore. Le Rosse sono risultate comprimarie come le Aston Martin (nona e decima) in una gara che oltre alle ovvie Red Bull ha visto brillare le McLaren e le Mercedes, tanto che George Russell, partito dalla penultima fila, è riuscito a raggiungere e superare le due monoposto del Cavallino.