La gioielleria d’Italia

Esiste nella storia dello sport italiano una disciplina che è l’emblema di una storia di successo? Una di quelle storie che potresti raccontare anche prima che accadano perché tanto, sai già cosa scrivere; possono cambiare gli addendi ma il risultato finale no. Il risultato finale è sempre lo stesso. Campioni, anzi campionesse. Parliamo, se ancora non fosse chiaro, del fioretto femminile.

Emblema di eleganza, di colpo rivolto verso l’avversario colpendo di punto solo nel bersaglio grande. Un emblema che si sposa benissimo con il successo che ancora una volta la squadra femminile ha ottenuto, questa vota in casa, a Milano, con una splendida tripletta: Alice Volpi, Arianna Errigo e Martina Favaretto, oro, argento e bronzo. Così, in scioltezza.

Una giornata perfetta in cui si è dimostrato ancora una volta la superiorità netta della scuola italiana su tutto il resto: una scuola che prima aveva il nome di Trillini e Vezzali, poi Di Francisca e Errigo ora Volpi, senza dimenticare quello di Bebe Vio. Insomma una vera e propria cassaforte dove custodire metalli preziosi a solo un anno dall’evento più importante. Quello di Parigi dove in palio c’è la gloria (sportiva) eterna.

Carlo Galati

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