La vittoria è la fine di un lungo viaggio

Da Santiago del Cile a Malaga la distanza è di circa 10380 km: chi volesse intraprendere questo viaggio, probabilmente dovrebbe considerare un tempo piuttosto lungo nel compierlo. Ad oggi potremo dare a questa indefinitezza un valore, quantificarlo in 47 anni, precisamente dal 1976 al 2023. Un viaggio che ha avuto diverse tappe importanti, dall’Australia a Milano, senza dimenticare il buio di Mestre e un girovagare di circa 10 anni nei campi secondari del circuito mondiale del tennis. Fino a Malaga, fino a quando l’Italia è tornata a riveder le stelle, è tornata a stringere tra le braccia la coppa Davis.

E le braccia oggi sono quelle di Sonego, Bolelli, Arnaldi, Musetti, Sinner, del capitano Volandri, ragazzi che resteranno nell’immaginario collettivo dello sport italiano alla stregua dei Panatta, Bertolucci, Zugarelli, Barazzutti e Pietrangeli, perché quello che è stato fatto a Malaga è l’esaltazione tennistica di una generazione che ha preso per mano tutti quelli che da 47 anni hanno giocato e perso, combattuto e vinto, fino alla conquista di qualcosa che sembrava così miticamente descritta da sembrare irreale. Generazioni intere di tifosi cresciute nei racconti di una vittoria dell’altro mondo, che aveva le sembianze del racconto fantastico, inserito in un contesto storico/polito totalmente diverso da quello odierno, affidato a tante parole, poche immagini, molte delle quali hanno avuto il beneficio del colore solo ultimamente.

Quello che abbiamo visto in questi giorni invece è un azzurro vivido, sono immagini che restano scolpite nella memoria di tanti italiani che finalmente affidano alla presa diretta emozioni che invece erano attenuate dal passare del tempo e dal ricordo. Una squadra, quella del 2023, che può e deve aprire un ciclo vincente, una squadra ricca di talento, che tra diversi caratteri e caratteristiche, ha saputo compattarsi, anche grazie all’aiuto di chi non ha avuto la medaglia al collo, ma che può e deve trascinare il gruppo insieme a Sinner, negli anni a venire: Matteo Berrettini. Il futuro è radioso, il nuovo viaggio è appena iniziato con una valigia nella quale c’è spazio per tanto altro ancora. 

Carlo Galati @thecharlesgram

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