Nel segno della J

Se l’ottavo è stato il giorno di Jannik, quello che sta per arrivare è il giorno di Jasmine. Stessa iniziale, si spera stesso destino. Le possibilità di fare una bella accoppiata, ai quarti di finale nei due tabelloni principali del primo Slam dell’anno, ci sono eccome. Jannik ha già fatto il suo: ha battuto, more solito, l’avversario di turno, questa volta il buon Khachanov, che ha comunque messo in campo tutte le qualità tennistiche di cui è dotato, in una specie di gara a specchio con Sinner che quelle qualità le ha ugualmente, solo amplificate dal talento. E quindi un plauso a Karen e avanti un altro. Quell’altro sarà Rublev distanziato di una posizione da Sinner nella classifica mondiale e che ha avuto l’onere di eliminare dal torneo la grande speranza di casa, De Minaur. Piccola parentesi, non ce ne vogliano: vedere l’Aussie tra i top 10 è una cosa che non comprendiamo. Il tempo sarà galantuomo. Ma di questo avremo modo di parlare in futuro. Fatta questa premessa d’obbligo, veniamo a noi:

Paolini-Kalinskaya: dicevamo all’inizio di questo accrocchio, che deve essere il suo giorno. Deve perché, se ci trovassimo in qualunque altro torneo del mondo (non Slam, ovviamente…) la daremo per netta favorita, visti i valori in campo tra le due giocatrici. Quindi, perché no in Australia? Ecco che dunque, in barba ad ogni forma di scaramanzia (ritenetevi liberi di esercitarla liberamente), scriviamo che l’occasione è ghiotta per la tennista azzurra, non approfittarne sarebbe un delitto tennistico…anche perché l’eventuale quarto sarebbe con la vincente tra Zheng e Dodin. Why not?!

Cazaux-Hurkacz: un interrogativo giornalistico che fa molto anni 90 del secolo scorso ci imporrebbe di domandarci, ma dove vuole arrivare questo Cazaux? Veniamo da quegli anni quindi i più giovani ci perdoneranno se indossiamo i panni dei boomer giornalistici, chiedendocelo. Effettivamente di strada ne ha fatta il giovane transalpino, fin dalle qualificazioni. Le favole saranno comunque belle ma dall’altra parte della rete c’è un giocatore, il signor Hubi, che dal canto suo vede l’opportunità e non (solo) la difficoltà. Allez les Bl…Hubi. 

Carlo Galati @thecharlesgram

Questa voce è stata pubblicata in Sport. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento