Il miracolo dell’Under 20

L’esercizio che bisognerebbe compiere, nella valutazione complessiva del movimento rugbystico italiano, dovrebbe andare oltre i risultati della prima squadra maschile, che sono sì il biglietto da visita di tutto ciò che ruota intorno alla ovale azzurro, ma che dietro in realtà ha una struttura che la sorregge. Una struttura fatta di piccole società serbatoio di squadre nazionali giovanili. E sono proprio da questo serbatoio che viene la più bella notizia per il nostro rugby. L’under 20 azzurra ha battuto i campioni del mondo francesi nella terza giornata del sei nazioni di categoria. In Francia.

Recita 20-23 il risultato a favore degli azzurri a Beziers. Se confrontiamo le strutture, le professionalità e gli investimenti che ruotano intorno ai ragazzi francesi campioni del mondo, riusciamo a capire sia il valore dell’impresa sul campo sia però la distanza siderale che c’è tra noi ed i nostri competitor internazionali, investimenti che andranno fatti per fare quel salto di qualità definitivo di tutto il movimento.

Come spiegare quindi questo risultato? Semplicemente con lavoro e abnegazione, passione e totale dedizione alla causa tutte caratteristiche fondamentali ma che, se lasciate da sole, possono esaurirsi o dimostrare la propria estemporaneità. All’U20 azzurra andrebbe fatta una statua. La speranza è che questi ragazzi riescano andare anche oltre. Nello specifico, crescere.


Carlo Galati @thecharlesgram

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