
Il tennis italiano sta vivendo uno dei momenti più felici della sua storia. I risultati sono testimonianze di successo, orgia sportiva di vittorie e risultati che lontanamente ci saremmo aspettati così netti. Talmente netti da soppiantare i discorsi legati al pallone, che resta sempre lo sport nazionalpopolare per eccellenza, ma che vede la sua supremazia sul volgo, minacciata da baldanzosi giocatori che picchiano e accarezzano una pallina, entrando di diritto nei discorsi di tutti i giorni, facendo riscoprire agli italiani l’amore per il tennis. Fino a qui tutto, bene.
La storia potrebbe finire; potremmo serenamente vivere all’interno di riflettori, lustrini e paillettes. Perché guardare oltre tutto questo? È esercizio difficile, soprattutto adesso, ma doveroso per amore di sport, per amore di verità e per amore di giustizia. Spostandoci da Miami a Napoli, un viaggio lungo verso la parte più oscura del tennis, quella afflitta dal cancro delle scommesse. Succede infatti che l’unico giocatore di casa, Raul Brancaccio, nel match con Pierre Herbert durante la Tennis Napoli Cup, un Challenger 125 che disputa sulla terra rossa del capoluogo campano, Brancaccio dia il meglio di sé, arrivando a conquistare sette match point tutti annullati dal transalpino. Poi il terzo set, un 6-0 senza storia. Fino a qui sembra una paranoica partita di tennis, quasi normalmente strana. La normalità si perde nello sviluppo della vicenda, nella vergognosa atmosfera di fischi e imprecazioni contro il ragazzo di Torre del Greco, da parte di gente che con lo sport non ha nulla a che vedere, mossi solo dal personalistico interesse dei soldi facili e scommesse. Fischi, urla, imbarazzo e sconfitta. Vergogna allo stato puro per chi non dovrebbe avere più alcun diritto di guardare una sola partita di tennis, di sporcare con la propria presenza un ambiente che dovrebbe rappresentare i valori dello sport. Impossibile non solidarizzare con Raul, sperando che chi governa questo sport e chi gioca ad altre latitudini, possa spostare un po’ la luce di quei riflettori potenti per illuminare questo schifo e far sì che tutto questo non accada più.
Carlo Galati @thecharlesgram