
Raccontare cosa è stato Claudio Ranieri per il calcio italiano è esercizio complesso, a maggior ragione lo è nel giorno in cui un intero stadio, lo stadio di quella che è la sua gente, la gente di Cagliari, lo ha applaudito, osannato, portato per mano dentro il trionfo che merita. Non ce ne vogliano gli amici sardi ma limitare però la figura di Ranieri, per quanto importante, solo alla sua parte di vita legata alla panchina isolana, significherebbe fare un torto ad uno dei pochi veri maestri che il calcio italiano ha saputo valorizzare in patria ed esportare con il certificato di qualità all’estero.
È l’emblema della normalità che plasma l’impossibile tra le sue mani, rendendolo concreto: così a Cagliari, così a Roma, così a Firenze e così a Leicester. Lì, in terra d’Albione è ricordato da tutti e sarà ricordato per sempre per la portata dell’impresa compiuta con una squadra di buoni giocatori, che grazie alla guida di Sir Claudio sono riusciti a diventare eroi. Giocatori che sarebbero rimasti nella mente di chi ne ama la maglia che indossano, diventati leggende a tutto tondo capace di battere gli invincibili squadroni della Premier. Una cosa che, anche adesso ad anni di distanza, si fa fatica a comprendere, ad accettare nelle sue molteplici complessità. Eppure è avvenuto.
Ed è successo grazie ad un allenatore che con il suo calcio innovativamente legato alla concretezza, facilmente adattabile ad ogni latitudine, ad ogni giocatore che abbia la volontà e la voglia di affidarsi totalmente agli insegnamenti di un allenatore che lasciai il segno, prima come uomo e poi come professionista, legando però le due cose in maniera indissolubile e rendendole un tutt’uno. Adesso ha detto basta. Lascia da vincente, conquistando l’ennesima salvezza impossibile dopo una promozione altrettanto impossibile e trovando un posto nel cuore dei cagliaritani accanto ad un mito che di nome faceva Gigi e che a quelle latitudini è venerato come un dio. Lascia in tutti noi il ricordo di imprese memorabili e un sentito grazie per ciò che è stato e che purtroppo non sarà più.
Carlo Galati @thecharlesgram