Berrettini, l’abitudine di tornare

“Dice che era un bell’uomo e veniva, veniva dal mare, parlava un’altra lingua però sapeva amare”. Sapeva e sa amare il tennis Matteo Berrettini che proprio il 4 marzo, non del 1943 ma del 2024, raggiunse il punto più basso della sua recente classifica ATP: la 154esima posizione. Per uno che ha vinto due volte il Queen’s e frequentato i piani altolocati di Wimbledon solo qualche anno prima, un disonore non da poco. Un jab alla carriera, da probabile ko. Il colpo Matteo lo ha sentito, non lo ha mai negato; ma mentre qualcuno travestito da arbitro contava fino a dieci, provando a decretare la fine, si è rialzato, ancora e ancora una volta. 

Alza le braccia al cielo Berrettini, col sorriso dei giorni migliori, in un fresco pomeriggio d’estate in quel di Gstaad, tornando alla vittoria lì dove aveva già lasciato il segno nel 2018, vincendo il primo titolo ATP della sua carriera. Insomma, si torna sempre dove si è stati bene. E di sicuro il romano è stato bene durante tutta la settimana, lo dimostrano i numeri: non un set perso in tutta la settimana, in finale con il francese Hays ha vinto tutti i game in battuta a zero, tranne in due, perdendo complessivamente solo 4 (!!!) punti in tutto il match. Insomma, non crediamo che la perfezione sia di questo mondo, tantomeno nel tennis, ma se i numeri contano qualcosa ci avviciniamo parecchio.

Rientrerà nei primi 50 al mondo, grazie a questo successo, compiendo un salto in avanti fenomenale rispetto a solo qualche mese fa, guardando alla stagione americana che porta a New York, con gioia, soddisfazione e speranza. Tanta speranza: quella di poter ritrovare la classifica che merita (ci arriverà…) e di ritrovare sensazioni positive sul veloce. Non sarà di sicuro uno dei favoriti, ma può essere una mina più che vagante in tabelloni che magari non riservano il numero 1 al mondo al secondo turno. Un solo rammarico: non vederlo alle Olimpiade per via di ragionamenti che lasciano il tempo che trovano a nostro parere. Di sicuro Berrettini avrebbe dato il 100% per una medaglia. Speriamo non lo facciano rimpiangere. 

Carlo Galati @thecharlesgram

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