
C’è un’Italia del tennis che esulta e tira un sospiro di sollievo che arriva fino a Parigi. Tutto grazie a Lorenzo Musetti e la sua storica medaglia di bronzo, una medaglia che alle Olimpiadi il tennis italiano aspettava dal 1924, 100 anni fa. Probabilmente nessuno di noi ha visto giocare Uberto de Mopurgo, questo dà anche la misura di ciò di cui stiamo parlando. Non è stato facile per il carrarino avere la meglio su Felix Auger-Aliassime, battuto alla fine con il punteggio di 6-4, 1-6, 6-3. È stato un match complicato, che a un certo punto sembrava essergli sfuggito di mano, cose già viste tra l’altro sul centrale del Roland Garros. Questa volta però Musetti ha messo in campo ed in mostra tutto il meglio del suo repertorio per vincere l’incontro.
Lo ha vinto di tecnica sopraffina, di testa e di coraggio, perché per giocare il terzo set che ha giocato ci vuole questo: coraggio in primis. E poi, mano e tocco, ovviamente, tra pallonetti in tweener e passanti di rovescio a mano, regalando spettacolo come di consueto. Sarà il terzo di un podio con Alcaraz e Djokovic, il meglio che il tennis mondiale possa regalarci, Sinner a parte ovviamente. Lorenzo ha regalato all’Italia e al movimento azzurro quello che meritava, perché il sugello olimpico vale tanto…molto più di altri. E chi ha orecchie per intendere intenda. Per tutto il resto c’è Le Magnifique.