
Sven-Göran Eriksson, un nome che evoca immediatamente eleganza, calma e genialità tattica. Un uomo che, con il suo inconfondibile stile, ha saputo lasciare un’impronta indelebile nel calcio italiano, trasformando la Lazio in una delle squadre più temibili e rispettate d’Europa.
Arrivato a Roma nel 1997, Eriksson fu accolto con un misto di curiosità e scetticismo. Un allenatore svedese in Serie A, con un curriculum già ricco ma ancora lontano dai riflettori dei grandi palcoscenici italiani, destava perplessità. Ma il suo impatto fu immediato. Con la sua classe e il suo approccio scientifico, Eriksson non solo adattò rapidamente la sua filosofia al calcio italiano, ma la arricchì, portando innovazione e una nuova concezione di gioco.
La Lazio di Eriksson era un capolavoro tattico. La sua capacità di organizzare la squadra, di sfruttare al massimo il potenziale di ogni giocatore, ha prodotto un calcio fluido e spettacolare, senza mai rinunciare alla solidità difensiva. Il suo 4-4-2, con varianti intelligenti e studiate, è diventato un modello di equilibrio e bellezza. Ma il vero segreto del suo successo risiedeva nella sua abilità di gestire lo spogliatoio, di entrare nella mente dei suoi giocatori, di comprenderne i bisogni e le ambizioni.
Il culmine della sua avventura romana arrivò nella stagione 1999-2000, quando la Lazio vinse lo Scudetto, il secondo della sua storia. Non solo lo Scudetto: la bacheca si arricchì anche con una Coppa delle Coppe, una Supercoppa Europea e una Coppa Italia, trofei che testimoniavano la grandezza di quella Lazio e del suo condottiero svedese.
Ma oltre ai numeri e ai trofei, ciò che rende indimenticabile l’era Eriksson è la qualità del calcio espresso. Eriksson ha regalato ai tifosi non solo vittorie, ma anche emozioni profonde, un calcio che sapeva di bellezza e intelligenza.
Caro Eriksson, il tuo nome resterà per sempre legato ai ricordi più dolci di un’epoca irripetibile. Grazie per averci insegnato che il calcio può essere non solo competizione, ma anche arte e poesia. Grazie per averci reso partecipi della tua intelligenza.
Carlo Galati @thecharlesgram