Leclerc incendia Monza e il cuore dei ferraristi

La vittoria di Charles Leclerc al Gran Premio di Monza è di quelle che fanno battere forte il cuore dei tifosi e che entrano di diritto nella leggenda della Ferrari. Un trionfo sofferto, voluto, conquistato con grinta e talento, che ha riportato il Cavallino Rampante sul gradino più alto del podio nel tempio della velocità, dopo circa cinque anni dall’ultima vittoria sempre di Leclerc, sempre nel 2019. Monza, con le sue curve storiche e i rettilinei mozzafiato, ha visto nuovamente risplendere la stella del giovane monegasco che ormai è diventato il beniamino indiscusso della tifoseria rossa. 

Si avvera così la corsa perfetta che serviva per vincere partendo dalla quarta posizione in griglia: l’azzardo degli ingeneri al muretto, unici a credere alla strategia della singola sosta, e la sua capacità di guidare sulle uova con gomme dure ormai finite sul nuovo asfalto, dopo 38 giri, sono i due magici ingredienti. Per completare la ricetta serve però anche un pizzico di fortuna: le minacciose nuvole nere cariche di pioggia – che scombinerebbero tutti i piani – si tengono ben lontano dall’autodromo; e i rivali in pista inanellano una serie di impronosticabili errori e sbavature.

Quando ha tagliato il traguardo, Monza è esplosa. Il boato del pubblico, il coro incessante, le bandiere rosse che sventolavano ovunque: era il segno di un popolo che tornava a sognare, grazie al suo campione. Questa vittoria non è solo un successo personale per Leclerc, ma un simbolo di rinascita per la Ferrari, che finalmente torna a vincere nella gara di casa, regalando ai suoi tifosi una gioia che mancava da troppo tempo.

Leclerc si è consacrato definitivamente nel cuore dei tifosi e nella storia della Ferrari. Il 2024 sarà ricordato come l’anno in cui il Cavallino è tornato a ruggire a Monza, grazie al talento e alla determinazione di un giovane che ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per diventare uno dei grandi della Formula 1 e vincere finalmente quel mondiale che manca da tanto, troppo tempo. 

Carlo Galati @thecharlesgram

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