
L’Olimpia Milano trionfa per la quinta volta nella sua storia in Supercoppa Italiana, al termine di una partita che se non entra nella sfera dell’eticità cestistica, poco ci manca. La finale contro la Virtus Bologna, chiusa sul 98-96 dopo un supplementare, è stata una vera battaglia sportiva, in cui i dettagli hanno fatto la differenza. Servono 45 minuti di altissimo livello per decretare il vincitore, e alla fine è la squadra di Ettore Messina a sollevare il trofeo, dopo aver messo in scena una rimonta che rimarrà nella memoria di tutti i tifosi.
La Virtus Bologna parte con il piede sull’acceleratore, mostrando subito grande intensità e un gioco aggressivo che lascia i milanesi a rincorrere. Il primo tempo sembra quasi una sentenza: Bologna, grazie a un attacco fluido e una difesa solida, tocca il +15 e dà l’impressione di poter controllare il match.
Milano, però, non è squadra che si arrende facilmente. Dopo un primo tempo complicato, Nikola Mirotić prende in mano la situazione. Arrivato con grandi aspettative, il montenegrino dimostra subito perché è considerato uno dei migliori in Europa. Non solo per i suoi punti, ma per la leadership e la capacità di trascinare i compagni. Accanto a lui, Josh Nebo si dimostra fondamentale in entrambi i lati del campo. Il centro chiude la partita come miglior marcatore con 20 punti e 9 rimbalzi, offrendo una prestazione dominante che dà respiro alla rimonta milanese.
È proprio nel terzo quarto che l’Olimpia cambia volto. Messina aggiusta la difesa e Milano inizia a trovare fluidità in attacco, riducendo gradualmente il distacco. Mirotić è ovunque, segnando canestri importanti, ma è l’energia di Nebo a fare la differenza, soprattutto a rimbalzo offensivo. Bologna, che fino a quel momento sembrava avere in pugno la partita, inizia a perdere certezze.
Si arriva così all’ultimo quarto con l’inerzia della gara completamente cambiata. L’Olimpia mette pressione a Bologna, che prova a resistere grazie ai colpi di Marco Belinelli e Jordan Mickey, ma le gambe e la testa dei bolognesi cominciano a cedere. Milano, spinta dall’entusiasmo e dalla voglia di ribaltare il match, trova il pareggio a pochi secondi dal termine, portando la partita al supplementare.
Nei 5 minuti extra, è una questione di nervi. Ogni possesso vale oro, e ogni errore può risultare fatale. La Virtus si affida ancora una volta all’esperienza di Teodosic e Belinelli, ma Milano ha quel qualcosa in più. Nebo continua a martellare sotto canestro, mentre Shabazz Napier, con le sue accelerazioni, crea scompiglio nella difesa avversaria. L’Olimpia trova il vantaggio decisivo con una tripla di Mirotić, che chiude definitivamente i conti.
La sirena finale suona, e l’Olimpia Milano può festeggiare una vittoria dal sapore dolce, frutto di carattere, talento e grande spirito di squadra. La Virtus esce a testa alta, ma resta il rimpianto di aver sprecato un vantaggio importante.
La stagione di basket è appena iniziata, ma se il buongiorno si vede dal mattino, ci aspetta un campionato pieno di emozioni, con Olimpia Milano e Virtus Bologna pronte a darsi battaglia fino all’ultimo secondo.