
L’Inalpi Arena canta all’unisono in una sorta di mash-up tra sport e musica, tra tennis e concerti: “Olè, olè, olè Sinner Sinner”, inizia così, finisce così. Finisce con Jannik Sinner che battendo in finale Taylor Fritz 6-4, 6-4 (sono 9 “6-4” tra i due in 12 set giocati) il titolo delle Nitto Atp Finals, diventando il primo italiano a riuscirci e a riuscirci senza perdere un set. Roba che non succedeva da quasi 40 anni (Lendl 1986). Una vittoria che non è solo il suggello di un torneo memorabile, ma anche l’investitura di un talento ormai maturo, che si eleva a punto di riferimento totale, nobilitata dal titolo di Maestro.
La partita ha avuto l’andamento di una sinfonia composta da Sinner con precisione millimetrica e raro controllo emotivo. Fritz, armato del suo servizio esplosivo e di colpi pesanti, ha trovato sulla sua strada un muro invalicabile, eretto dalla mente lucida e dalle gambe infaticabili di Jannik. Ogni scambio sembrava dettato da una regia interiore: Sinner ha dominato i momenti chiave del match, spegnendo sul nascere ogni tentativo di ribellione dell’americano.
Il primo set è stato un saggio di equilibrio tattico. Sinner, chirurgico nei colpi da fondo e straordinario nelle risposte al servizio, ha sfruttato l’unica occasione concessa dall’avversario per strappare il break decisivo nel settimo game. Il 6-4 che ha chiuso il parziale è stato il frutto di una maturità sorprendente per un giovane di soli 23 anni, capace di affrontare l’arena di casa senza tradire emozione.
Nel secondo set, Fritz ha tentato di alzare l’intensità, ma si è scontrato con la capacità di Sinner di anticipare ogni mossa, come un abile scacchista che intuisce le mosse dell’avversario. Ancora una volta, è bastato un solo break per scrivere la parola fine: Jannik ha gestito il vantaggio con la freddezza di un veterano, chiudendo il match tra l’ovazione del pubblico torinese.
Torino ha celebrato una vittoria, certo, ma ha visto anche qualcosa di più grande: l’inizio di una dinastia. Per noi italiani, abituati a cercare eroi in ogni angolo dello sport, il suo trionfo è un motivo di orgoglio e speranza.
Bravo Jannik, il futuro è tuo.
X: @carlogalati