StraordiNadia e l’Italia d’oro: il trionfo europeo di Battocletti

Nadia Battocletti scrive un’altra pagina di storia, illuminando i prati europei con una vittoria che profuma di leggenda. La trentina conquista l’oro ai Campionati Europei di corsa campestre, regalando all’Italia una giornata da incorniciare. Con questo trionfo, Nadia diventa la prima donna capace di vincere il titolo europeo in tutte e tre le categorie (juniores, under 23 e seniores), un’impresa che finora solo Andrea Lalli era riuscito a realizzare al maschile. E come se non bastasse, trascina la squadra azzurra al primo oro a squadre tra le seniores.

Quella di Antalya è stata una giornata che resterà impressa nella memoria: cinque medaglie complessive per l’Italia, tre delle quali d’oro, e un secondo posto nel medagliere dietro alla corazzata britannica. Mai, in trent’anni di storia della manifestazione, gli azzurri avevano raccolto così tanto.

I 7,5 km della prova seniores femminile si sono aperti con la fuga solitaria della francese Manon Trapp, che ha scelto la tattica del “io scappo, voi inseguitemi”. Ma dopo 15 minuti di corsa in solitaria, il gruppo delle migliori ha ripreso il controllo. Nel giro finale, la Klosterhalfen ha tentato di resistere all’assalto di Nadia, ma negli ultimi mille metri la trentina ha imposto il suo ritmo devastante. Una progressione che, pur impercettibile dal punto di vista tecnico, ha lasciato le avversarie sul posto. All’arrivo, Nadia ha tagliato il traguardo con le braccia alzate e 11 secondi di vantaggio su Klosterhalfen e Can, in un’esplosione di gioia tricolore.

Ma la festa non finisce qui. Il contributo delle compagne di squadra – con Elisa Palmero 13ª e Ludovica Cavalli 19ª – ha permesso all’Italia di totalizzare 33 punti, superando la Gran Bretagna per appena tre lunghezze. È il primo oro a squadre per le azzurre seniores, un risultato storico che parla di coesione e sacrificio. 

StraordiNadia è il simbolo di un’Italia che non smette di sognare, di una squadra che sa unirsi e combattere. Questa giornata di gloria, nata sui prati di Antalya, resterà un faro per il futuro della corsa campestre italiana.

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