Il peso di una leggenda: i 40 anni di LeBron

C’è una strana magia nel tempo, soprattutto quando si incrocia con il talento e con la storia. Quarant’anni non sono pochi, eppure per LeBron James sembrano scivolare come l’aria sopra il parquet, come se i numeri non avessero peso, come se il tempo avesse trovato la sua eccezione.

Lo chiamano King James. Un soprannome pesante, ma meritato. Perché il ragazzo di Akron, Ohio, ha saputo prendere un destino scritto a matita e inciderlo a caratteri di fuoco nella storia della pallacanestro mondiale. Non è solo una questione di statistiche, è una questione di presenza. Eppure, i quarant’anni non si portano addosso solo gloria. Portano anche cicatrici, fisiche e mentali. Portano il peso di una carriera vissuta sempre sotto i riflettori, in un’era in cui ogni gesto, ogni parola, ogni sguardo diventa virale. E LeBron, con quella sua calma apparentemente imperturbabile, è riuscito a trasformare la pressione in carburante. Non si tratta solo di vincere, ma di come lo si fa. Non si tratta solo di numeri, ma di eredità.

Quarant’anni, e ancora lì, a lottare contro il tempo, contro i giovani che arrivano con il fuoco negli occhi e la voglia di scalzarlo. Ma LeBron è ancora il metro di paragone, la montagna da scalare, l’uomo che ha dimostrato che si può essere padre, imprenditore, filantropo e, al contempo, il miglior giocatore sul campo.

C’è una bellezza malinconica in questo giorno; perché se da un lato celebriamo il campione, dall’altro non possiamo ignorare che il tempo, in qualche modo, presenta sempre il conto. Ma se c’è una lezione che LeBron ci ha insegnato, è che non è mai solo questione di quanto dura un regno. È questione di come lo si vive, di cosa si lascia dietro di sé.

E allora, mentre il mondo dello sport celebra i suoi quarant’anni, c’è un pensiero che rimbalza, proprio come una palla da basket: chissà quanto ancora può regalare questo incredibile uomo, questo incredibile atleta. E chissà se il tempo, anche stavolta, non abbia deciso di lasciarsi battere da lui.

X: @carlogalati

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