Brignone gigante: un altro sport, un’altra dimensione

Federica Brignone ormai non vince più. Danza sulla neve, dominando. Scia come se facesse un altro sport rispetto alle altre. Oggi, ad Åre, ha dipinto il gigante con linee perfette, pennellate d’artista, rifilando distacchi da era glaciale alle avversarie. Alice Robinson, seconda, a 1”36. Lara Colturi, terza, oltre il secondo e mezzo.

Nona vittoria stagionale, numeri che pesano. Significa che ha vinto in tutte le discipline tranne lo slalom. Significa che in classifica generale allunga su Lara Gut-Behrami, +322, e che nel gigante è a un passo dalla Robinson, solo 20 punti da recuperare con una gara ancora da disputare.

Ma i numeri da soli non raccontano tutto. Per capire cosa stia facendo Brignone, bisogna guardarla sciare. Il corpo in avanti, sempre alla ricerca della velocità. Le linee strette, pulite, perfette. Il coraggio, perché per sciare così devi averne tanto. È un’altra cosa rispetto a tutte le altre: mentre le avversarie combattono con i pali, lei scivola, danza, costruisce velocità curva dopo curva.

E poi c’è la testa. A 34 anni, Brignone sta sciando come non ha mai sciato prima. Più sicura, più consapevole, più forte. Dopo l’oro mondiale in gigante e l’argento in super-G, questa è la sua stagione. L’ha presa in mano, l’ha fatta sua.

A Sun Valley, il 25 marzo, ci sarà l’ultimo gigante della stagione. Brignone e Robinson si giocheranno la coppa di specialità. Ma comunque vada, questo inverno resterà suo. Di una sciatrice che fa un altro sport. Di una che non si accontenta mai.

Carlo Galati

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