Italrugby U20, zampata e brivido per battere l’Irlanda

Diciamolo subito, così ci togliamo il dente: l’Italia ha vinto ma che fatica e soprattutto che rischio! Un brivido lungo la schiena come certi treni in corsa che passano a pochi centimetri e ti spettinano le aspettative. A Viadana, nella seconda giornata del Mondiale Under 20, gli Azzurrini battono l’Irlanda 18-16. Basterebbero i numeri, il parziale, per intuire quanto sia stata dura, ma non raccontano tutto. Non dicono, ad esempio, che l’Italia è stata avanti per 80 minuti, senza mai chiuderla davvero, come chi tiene la porta socchiusa pensando che basti lo spioncino per evitare intrusioni. E poi, al minuto 80, Minogue la sfonda quella porta, segnando una meta che gela il sangue. Serve solo la trasformazione di Wood, calciatore dai piedi non malvagi, per pareggiare, ma il pallone si perde da un’altra parte. Un soffio di vento, una rotazione storta, un respiro trattenuto da tutti quelli in bianco. E l’Italia resta davanti.

C’è chi direbbe fortuna. C’è chi direbbe cuore. Meglio dire: difesa. Mischia. E una maul che avanza come un’idea ostinata. Il rugby dei ragazzi di Santamaria non sarà raffinato, ma ha un’identità chiara: non si spostano di un millimetro se non li butti giù. E spesso, sei tu che finisci per arretrare.

Il vantaggio azzurro era maturato grazie alle mete di Casartelli e Gritti, e ai calci di Edoardo Todaro, entrato nella parte del piazzatore quasi per caso, come certi attori che si trovano protagonisti per un forfait dell’ultimo minuto e poi scoprono che il ruolo gli calza. In mezzo, tanta difesa e qualche sofferenza, soprattutto in inferiorità numerica per un cartellino giallo (sempre Casartelli). L’Irlanda, mai doma, resta attaccata con la pazienza di chi sa che una crepa prima o poi si può aprire. Quella crepa arriva al minuto 80, ma la fortuna — o quel che ne resta nel rugby — ci mette un dito e la chiude.

Ora la classifica è un rompicapo. I Baby Blacks a 9 punti sono in fuga, l’Irlanda ne ha 6, l’Italia 4, la Georgia 2. E guarda un po’, proprio contro la Georgia ci si gioca tutto. Ancora una volta.
Ma questa volta, meglio chiuderla prima. Perché la fortuna è brava, ma non ama farsi sfruttare due volte di fila.

Carlo Galati

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