Il filotto di Arianna

La staffetta femminile italiana di short track ha firmato un argento che risplende come un’icona di resistenza e consapevolezza. Sul ghiaccio del Forum di Assago, le azzurre Chiara Betti, Arianna Sighel, Elisa Confortola e Arianna Fontana hanno tessuto una gara feroce, un crescendo controllato che si è arreso solo alla potenza coreana. La partenza sorride al Canada, subito deciso a imporre un ritmo serrato. I Paesi Bassi inseguono, guidati da Xandra Velzeboer, ma un cambio maldestro spezza il loro slancio. Michelle Velzeboer scivola, il ghiaccio diventa un nemico improvviso. La caduta incide anche sulla Corea del Sud, costretta a inseguire, ma la sua memoria tecnica non vacilla. In questa confusione, l’Italia costruisce la sua ascesa. Elisa Confortola conquista uno spazio simbolico, supera la canadese con un gesto preciso, quasi artigianale. Lancia Arianna Fontana nel cambio finale, davanti a tutte. Per un attimo, l’oro sembra a portata di mano. Ma la Corea del Sud non dorme. Choi Minjeong piazza l’affondo nel penultimo giro, un lampo che decide la storia. La Corea del Sud celebra l’oro con 4’04″014, l’Italia si ferma a 4’04″107, il Canada completa il podio.

Per Fontana, però, questa medaglia è più di un argento. Diventa la prima atleta di sempre a conquistare più di due medaglie in quattro edizioni olimpiche consecutive. Il suo palmarès sale a quattordici podi, un bottino che la colloca al secondo posto nella graduatoria di ogni epoca, alle spalle della fondista Marit Bjørgen e in coabitazione con il biathleta Ole Einar Bjørndalen. Soprattutto, si prende il primato di atleta italiana più medagliata della storia dello sport tricolore. Questa staffetta non è solo una gara. È un viaggio attraverso l’adversità, una sinfonia di coraggio e tecnica. Le azzurre hanno dimostrato che la linea azzurra non si spezza mai, anche quando l’oro sfugge per un respiro. Fontana, con la sua esperienza iconica, rimette al centro dello sport italiano la sua storia, una narrazione di continuità e resilienza che ispira generazioni. La medaglia d’argento brilla come una stella nel firmamento olimpico, un simbolo di quanto lo sport possa elevarsi oltre il semplice risultato.

Carlo Galati

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