
A St. Moritz, dove lo scintillio del lusso si scontra con la forza naturale delle montagne, ridando pace ad un luogo fin troppo caotico, Lindsey Vonn ha ritrovato il modo di tornare a vincere, è tornata davanti a tutte. Ha vinto la prima discesa libera della stagione, a 41 anni, come se il tempo fosse un dettaglio tecnico da aggiustare con una brugola. Le era mancata, la velocità: l’aveva lasciata nel febbraio del 2019, l’aveva ritrovata solo la scorsa stagione, con il passo incerto di chi rientra dopo più di cinque anni e molti dubbi. Adesso, sulla Corviglia, ha rimesso ordine. Tempo 1:29,63, quasi un secondo sull’austriaca Egger, più di uno su Puchner. Sofia Goggia quarta, a inseguire una signora che ha visto più ripartenze che infortuni. E già questo basterebbe.
Con Vonn non basta mai la classifica. Ci sono i numeri, certo: questa è la vittoria numero 83. L’82esima era arrivata nel 2018, 2.830 giorni fa. Un’altra vita. Un altro ginocchio, forse, di sicuro un altro corpo. Eppure la traiettoria è la stessa: una sciatrice duttile, polivalente, capace di vincere in discesa, in Super G, perfino in combinata e in slalom gigante. Lo slalom speciale, poi, un esercizio da equilibristi: vederla lì era come trovare una sprinter nei 110 ostacoli, ma succedeva.
La scorsa stagione era ripartita piano, con l’età che fischiava nelle orecchie e il dubbio che certe sensazioni non tornino più. Però a marzo, in Super G a Sun Valley, era risalita sul podio, seconda, come chi ricorda la strada a memoria. E allora questa vittoria non sorprende: commuove un po’, quello sì.
Il suo orizzonte adesso ha un nome: Olimpiadi. A Cortina, sulle Tofane, un luogo dove la neve ha ricordi lunghi. Non è un dettaglio. “Non mi allenerò prima delle Olimpiadi, troppo pericoloso” e vista la catena lunga di infortuni, come darle torto?
La prima vittoria in Coppa del Mondo risale al 2004: lei poco più che ventenne, Egger, seconda oggi, quasi una bambina. Alcune avversarie non erano neppure nate. Succede anche questo, nello sport: che il tempo sembri una mischia confusa, e che qualcuno, ogni tanto, riesca ancora a batterlo. Come Lindsey Vonn a St. Moritz.
Carlo Galati