Klaebo, sei ori per la storia: il capolavoro perfetto del re dello sci di fondo

Johannes Hosflot Klaebo non si è limitato a vincere: ha riscritto i confini dello sci di fondo. Ai Giochi ha costruito un capolavoro assoluto, sei gare disputate e sei medaglie d’oro al collo, l’ultima arrivata nella mass start sui 50 chilometri in tecnica classica, il terreno dove la fatica diventa selezione e la leggenda prende forma. Non è stato soltanto il migliore: è stato irraggiungibile.

Il norvegese ha dominato ogni contesto, dalla velocità pura delle sprint alla resistenza estrema delle distanze lunghe, passando per staffette e prove miste. Un en plein che entra di diritto nella storia dello sport prima ancora che in quella della disciplina. Mai nessuno era riuscito a vincere sei ori nella stessa edizione dei Giochi invernali: il precedente più vicino resta quello di Eric Heiden, cinque titoli a Lake Placid 1980. Klaebo è andato oltre, trasformando la continuità in perfezione.

Il traguardo dei 50 chilometri, tagliato con il volto segnato e le gambe svuotate, è l’immagine simbolo di un’Olimpiade dominata. «È stata durissima, ho bisogno di tempo per capire cosa ho fatto davvero», ha raccontato a caldo, quasi incredulo davanti alla portata dell’impresa. Una tripletta norvegese, con Nyenget e Iversen alle sue spalle, ha chiuso il cerchio di una superiorità collettiva, ma il centro della scena è rimasto lui.

A 29 anni Klaebo ha già accumulato undici ori olimpici complessivi e una collezione di podi che lo proietta tra i più grandi di sempre. La sua forza è la completezza: sprint, skiathlon, 10 km, staffette e maratone bianche, tutto affrontato con la stessa naturalezza. Non esiste un terreno ostile, non esiste una distanza che non possa fare sua.

Più che una serie di vittorie, la sua è stata una dimostrazione di controllo totale. Tecnica, testa e gestione della gara: ogni dettaglio al posto giusto. Sei ori in sei gare non sono solo un record, sono un manifesto. Di superiorità, di metodo, di futuro. Perché, con un’altra Olimpiade davanti, la sensazione è che la storia di Klaebo non sia ancora arrivata al capitolo finale. Il più incredibile.

Carlo Galati