Alcaraz-Djokovic per la finale, Zverev per riprendere il cammino

Avevamo previsto, che in finale insieme Swiatek , arrivasse anche Sabalenka. Così non è stato e giù di critiche. Ci stanno. Però Aryna, anche tu: 5-2 e 30-40 cosa ti è saltato in mente…!? Il bello (o brutto) del tennis è anche questo. Comunque, guardiamo avanti, ed è un bel vedere. Forse le migliori semifinali maschili possibili, ognuna di queste partite con un significato dietro da poterci scrivere pagine e pagine: tranquilli, non lo faremo. Cercando di fare esercizio di sintesi, senza annoiare nessuno, come sempre in queste settimane, veniamo a noi.

Alcaraz-Djokovic: ecco qui il match che tutti stavano (stavamo) aspettando, fin da quando è iniziato il torneo. Era la semifinale che ci si aspettava, è la semifinale migliore che potesse esserci da quel lato di tabellone. Un solo precedente tra i due, a Madrid lo scorso anno, partita vinta dallo spagnolo dopo tre set combattuti. Sulla terra di Parigi il nuovo confronto, non crediamo di una lunga serie, perché la differenza di età gioca contro il fatto che possa avvenire con così tanta frequenza, quindi bisogna godere di questa partita come lo si fa guardando qualcosa di raro e prezioso, uno spettacolo che non avrà molte repliche. Crediamo che chi vinca questa partita possa arrivare in finale favorito per il titolo. Il primo di Carlos nel regno di Rafa per restare numero 1, il 23esimo di Nole per diventare in numero 1, non solo in classifica. Favorito Alcaraz ma Djokovic è uno che a Parigi ha scritto la (sua) storia.

Zverev-Ruud: non più tardi di un anno fa, una parte della vita tennistica di Zverev veniva affossata dalla terra dello Chatrier, inghiottita in un buco nero nel quale la sua caviglia ha trovato dolore, sofferenza e delusione. Giocava con Nadal. Avrebbe potuto vincerla quella partita, conquistando la finale del Roland Garros. Un lungo sentiero quello attraversato da Sasha, per tornare lì dove tutto si era interrotto, bruscamente, 365 giorni fa. Dall’altra parte della rete c’è, Casper Ruud, ovvero quello che avrebbe potuto incontrare proprio in quella finale. Ad immaginarlo non ci si crede, figurarsi viverlo. Il norvegese è favorito ma, le vie del tennis sono infinite.

Carlo Galati

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