Swiatek-Sabalenka, verso lo sprint finale

Ci siamo. All’orizzonte si staglia nitido il triangolino rosso dell’ultimo chilometro, quello decisivo. È un passaggio obbligato, è quella situazione di stallo apprente che precede l’ultimo scatto, l’ultima fatica. Se volessimo continuare, utilizzando come paragone il ciclismo, potremmo dire che la volata finale del Roland Garros femminile, edizione 2023, è come quella di un gruppo a 4, con due super favorite che si giocheranno il tutto, appunto, in quell’ultimo chilometro.

È ovvio, bisogna arrivarci, ma la sensazione (e forse qualcosa in più) è che quella di oggi sia una giornata interlocutoria che precede il grande giorno. In tutta franchezza non vediamo come Iga Swiatek e Aryna Sabalenka non possano non giocare la finale del torneo. È vero, lo sport, soprattutto il tennis, sa essere imprevedibile per definizione, assurdo in alcuni momenti ma si parte da dati oggettivi, da concreti dati di fatto. La concretezza in questo caso sta proprio nei risultati finora ottenuti. Quasi nessuna difficoltà per entrambe nell’ arrivare fino alle semifinali, oggettivamente non ne vediamo di altre.

E non ce ne vogliano Karolina Muchova e la brasiliana Beatriz Haddad Maia, a cui va tutto il nostro sincero apprezzamento per il torneo giocato finora, ma una finale diversa da Swiatek-Sabalenka sarebbe una sorpresa forse troppo grande e non renderebbe merito alle due giocatrici più forti del circuito in questo momento. Ma le partite vanno prima giocate e vinte: a Swiatek e Sabalenka l’onere di staccare il gruppo e giocarsi all’ultimo chilometro lo sprint verso il traguardo finale.

Carlo Galati

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