
Tante volte ci si lascia andare, confezionando iperboli che, nella maggior parte delle volte sono fini a se stesse, raffigurazioni di un mero esercizio scrittorio più che rappresentative della realtà. E ci scuseranno quelli che maneggiano argomenti di sicura maggiore importanza ma, di questo scriviamo, di sport e di tennis nello specifico. Una storia lunga oltre 150 anni e che ha visto a Parigi compiersi, in queste ore, uno dei momenti più importanti della sua storia. O forse il più importante.
Già perché Novak Djokovic, ha aggiunto il punto esclamativo alla parola record, raggiungendo quell’apice che sarà molto, molto, molto difficile raggiungere: 23 titoli Slam sono un qualcosa di inimmaginabile, impensabile solo a scriverlo, figurarsi ad ottenerli sul campo.
E forse, abituati come siamo ad aver vissuto quest’epoca tennistica, che attraversa più di un decennio, ci renderemo conto di quanto accaduto tra qualche anno, quando quelli che vedremo e chiameremo campioni, vinceranno Slam, ma guarderanno da molto lontano un record e un obiettivo che resterà lì a ricordare una generazione di fenomeni guidata da chi ha infranto ogni muro, impostando le nuove regole del gioco, la nuova misurazione dell’ impossibile: Novak Djokovic.
Carlo Galati