Mathieu Van der Poel, il campione del mondo

Quando all’arrivo mancavano 23 chilometri, non ci ha pensato un attimo: ha inserito la marcia giusta ed è andato via. Mathieu Van der Poel ha salutato la compagnia, lasciandosi alle spalle il belga Van Aert (secondo), lo sloveno Pogacar (terzo) e il danese Pedersen (quarto): insomma, non proprio i primi avventurieri sulle due ruote. Ha illuminato il traguardo di Glasgow diventando così campione del mondo di ciclismo su strada.

Un’impresa resa ancora di più straordinaria dall’imprevisto ai 16,6 km dall’arrivo: l’olandese cade in curva a causa del viscido fondo del manto stradale bagnato dalla pioggia scozzese di mezza estate, si rovina lo scarpino destro, ma si rialza e riparte a tutta riguadagnando subito i secondi persi sugli inseguitori. Come se nulla fosse, ma nulla non è, visti gli squarci evidenti su tutto il fianco destro. Roba da supereroi, per comprendere la misura.

Una pedalata stupenda, secca, fluida e potente tipica dei campioni che nelle gare di un giorno esaltano se stessi e la propria classe, rendendo merito al dio del ciclismo per aver saputo dare quanto siamo riusciti a vedere, ovvero uno dei mondiali di ciclismo su strada più belli che si ricordino. Un podio di campionissimi, campione tra i campioni, che aggiunge quest’iride ad altri titoli mondiali, e con la possibilità sabato di aggiungere anche il titolo dell mountain bike. L’olandese che non vola ma corre in bici, che nella terra degli indomiti è riuscito a domare tutti, il mondo intero.

Carlo Galati

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