Tamberi, la certezza d’oro

Gianmarco Tamberi è il più grande di sempre dell’atletica azzurra. Ha vinto tutto, lo ha fatto in tre anni, mettendo il punto esclamativo a Budapest ad una carriera incredibilmente reale. Realisticamente concreta nella sua costante ricerca della perfezione, del primo posto, dell’oro.

E si è preso il tetto del mondo a modo suo, con una gara folle, con la quasi eliminazione in qualificazione, con l’errore a 2,25, per poi segnare un percorso netto fino al punto più alto, a quel 2 metri e 36 in condivisione con l’americano Harrison, che ha saltato la misura ma solo al secondo tentativo. Poi lo spettacolo, da vera rockstar qual è, da showman capace di trascinare tutti, e anche se stesso, dalla propria parte, gestendo il ritmo della sua gara e del pubblico insieme a lui. Nessuno ci era riuscito finora.

Come nessuno era riuscito a vincere olimpiade, un mondiale all’aperto e due al chiuso, un europeo outdoor e due indoor, passando attraverso l’inferno dell’infortunio, del recupero, dell’allontanamento del padre allenatore, emblema di una crisi famigliare più che tecnica. A testa alta e col petto in fuori è riuscito nell’impossibile, regalandosi ancora la consapevolezza di essere il più forte e guardando a Parigi con la consapevolezza dei grandi.

Carlo Galati

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