
Possono i sogni essere reale carburante per gli obiettivi prefissati? “Quando ho visto il tabellone, il mio sogno era quello di giocare con Alcaraz agli ottavi”, ha detto il giovane Matteo Arnaldi, 21 anni da Sanremo, Italia. E quel sogno è stata linfa vitale per un cammino che lo ha visto battere giocatori più esperti di lui fino al numero 16 del mondo, Cameron Norrie.
Un match vinto in scioltezza, come se la classifica non contasse nulla e la distanza tra i valori in campo fosse resa ipotetica da un continuo martellamento del più giovane Matteo, che con colpi precisi ha abbattuto i pronostici a lui sfavorevoli.
È un giocatore completo Arnaldi, non eccelle in nulla ma fa tutto perfettamente. Il tutto in un fisico da maratoneta ed una testa meravigliosamente rivolta alla bellezza del gioco, senza particolari elucubrazioni. It’s only entertainment. Non vorremmo essere blasfemi, ma ci ricorda un certo Juan Carlos Ferrero, che con le stesse caratteristiche ha fatto la carriera che ha fatto. Ferrero allenatore di Alcaraz, quel sogno raggiunto da Arnaldi, l’obiettivo da cui partire non il punto di arrivo.
Carlo Galati