
La vera difficoltà di chi si trova a raccontare l’ennesima vittoria di Novak Djokovic è quella di trovare le parole giuste, senza scadere nella retorica, ma soprattutto senza ripetersi. Cosa non banale quest’ultima. Cosa aggiungere a quanto non sia stato già detto/scritto rispetto ad un signore, il più vincente tennista della storia e che lo sarà probabilmente per il periodo più lungo che possiamo immaginare? In primis possiamo dire che non ricordiamo nessun atleta/nessuna squadra, nessuno sportivo che orbiti nell’ambito del professionismo che abbia avuto una serie così lunga di successi e risultati, e che sembra sempre alla prima vittoria, al primo successo. La fame, ecco cos’è che fa la differenza, detta anche ossessione alla vittoria. E non diminuisce mai, anzi sembra sempre aumentare in una spirale senza soluzione di continuità, un infinito che si autoalimenta fino a quando ci sarà un campo ed una racchetta, ma soprattutto un avversario da battere ed un trofeo da vincere. Djokovic è questo.
E torna sempre più forte dopo una delle rare sconfitte. Wimbledon come punto di ripartenza, perché dal giorno uno, post sconfitta il pensiero era rivolto a come tornare ad essere protagonista, aggiungendo un ulteriore puntello alla scalata verso il sogno. Quale sia è difficile e facile dirlo allo stesso tempo: difficile perché chi ha vinto tutto, cosa può desiderare ancora? Facile perché, anche quest’anno, come nel 2021 ha mancato di poco quel qualcosa che gli manca: il Grande Slam. Capire quali possano essere le possibilità di un 36enne, che guarda ai 37 anni con lo spirito di un giovane, è argomento che andrebbe discusso in maniera molto approfondita. Di sicuro possiamo dire che ad oggi è il tempo che passa, il suo unico grande avversario, l’unico che può batterlo, ed è per questa partita che Djokovic si sta allenando ancora più duramente di quanto facesse prima. Perché è un avversario che avanza verso rete inesorabilmente. Ma Novak conosce le giuste contromisure, spiegate bene anche in finale e New York: per quanto possano andare a rete, provare a metterlo in difficoltà, ci sarà sempre un passante o un’accelerazione vincente.
Carlo Galati @thecharlesgram