Calciatori, uomini non supereroi

Quella che leggerete è probabilmente quella che ad oggi viene definita come unpopular opinion, o qualcosa del genere. Il polverone è ormai alto e denso. Addirittura fosco per alcuni, piuttosto banale invece per altri, pochi. Ecco noi siamo tra questi ultimi. Il calcio e le scommesse, un tema che ci riporta alla fine degli anni ‘70 del secolo scorso e che attraversa decenni di calcio, sport e soldi.

Quest’ultimo filone di inchiesta vede indagati giocatori di prim’ordine nel panorama calcistico italiano e tanti altri ne circolano tra le varie chat, nel passaparola sul web di quelli che millantano ma alla fine sanno poco o nulla. Bisogna partire da una considerazione centrale: i calciatori sono uomini con e tutti e come tutti hanno i loro vizi. C’è chi fuma, c’è chi beve, c’è chi va in giro con una donna diversa ogni sera. E c’è chi scommette.

Quindi qual è il punto? Cosa c’è di inqualificabile nello scommettere (ovviamente non dove si è direttamente coinvolti…ça va sans dire) e di sopportabile nel fumare o bere? Nulla. Assolutamente nulla. Perché tutto parte dal presupposto che questi famigerati calciatori siano esseri dalla moralità superiore, assolutamente estraniabili dal contesto in cui tutti noi viviamo. No, sono uomini con vizi e virtù; sarebbe bene ricordarcelo sempre e non solo quando il bisogno di crocifiggerli serve a purificare noi stessi.

Carlo Galati

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