
Avete presente il Nürburgring? O Wembley, o Twickenham, o il Philippe Chatrier? Insomma, avete presenti quei luoghi intrisi di sacralità dove i grandi sacerdoti dello sport recitano le loro messe laiche? Ecco, la Saslong sta allo sci quanto quei luoghi mitici stanno ai rispettivi sport di appartenenza. È una delle piste di velocità più tecniche e iconiche dello sci mondiale e dopo 22 anni torna ad essere amabilmente azzurra, terreno di caccia per i discesisti: ieri Kristian Ghedina, oggi Dominik Paris.
Paris ha tirato fuori dal cilindro una delle sue magie: velocissimo, anche se non perfetto. L’unico sotto i due minuti (1’59″84), il più veloce nel tratto verso le Gobbe del Cammello, secondo fino al Ciaslat, quinto nel settore del Ciaslat, poi miglior tempo nel finale, con tanto di picco di velocità: 122,60 km/h. E i 44/100 di vantaggio su Kilde raccontano l’impresa in una gara che di solito si assegna per centesimi.
Ed è un trionfo, un unico grande urlo che dalla linea del traguardo attraversa la coltre bianca fino agli spalti dove la gioia è tanta, così come la soddisfazione di aver riportato in alto la discesa azzurra maschile. Il tutto al giro di boa che guarda a Milano olimpica come ormai un obiettivo non troppo lontano, da puntare guardando a valle. In discesa.
Carlo Galati @thecharlesgram