
La notte prima dell’esame. Sensazioni che ci rimandano ad altri anni, per fortuna (o purtroppo) lontani, momenti in cui ti immagini ciò che sarà senza la certezza di poter governare e controllare tutto. Pensieri che si rincorrono, momenti che dettano la misura dell’importanza. Chi ci ha seguito fin qui conosce come affrontiamo i match, come li raccontiamo e come cerchiamo alle volte di regalare un minimo di spensieratezza. Non ora, non in questi istanti. Perché a dirla tutta, abbiamo cercato nella vita di tutti i giorni, di non pensarci, di rasserenarci, che in fondo è solo una partita di tennis. In realtà sappiamo che non è così o meglio, non è una partita di tennis. È la partita di tennis. Sinner-Medvedev è il momento che stavamo aspettando.
E sono tante le differenze rispetto alle finali passate che coinvolgevano atleti e atlete di casa nostra, perlomeno quello che abbiamo vissuto in prima persona. Più simile alla finale di Parigi di Francesca Schiavone, rispetto al derby italiano di New York, tra Vinci e Pennetta, o alla finale di Wimbledon di Matteo Berrettini. Quest’ultima, la più recente, era giocata in un contesto diverso, Wimbledon, ma con un retro pensiero critico che ridava lucidità e la considerava una gara da cui poco potevamo aspettarci: quel Djokovic era praticamente imbattibile. Non sarà così a Melbourne. Qui Sinner è favorito, non solo dai bookmakers ma anche dalla logica di questo sport… se una logica c’è (su questo nutriamo ancora qualche residuale dubbio). Medvedev sarà avversario tosto, difficile, nervoso, incrollabile fino a quando la palla è viva, il punteggio ancora in piedi. Jannik dovrà fare la sua partita, con pazienza, tenacia e intelligenza tattica. Solo così si batte un giocatore che ha mille e più vite, che non muore mai fino a quando non è scritta la parola fine.
Iniziammo questo viaggio scrivendo “Daje Jannik”. Lo concludiamo allo stesso modo: daje tutta, regalaci questo sogno.
In conclusione: i ragazzi del doppio hanno perso, peccato sì, ma gli altri erano più forti. Sabalenka ha fatto quello che tutti si aspettavano da almeno una settimana. Comunque, brava.
Carlo Galati @thecharlesgram