
“Dite a Charles di avvicinarsi così festeggiamo insieme”. La classe di Carlos Sainz è indiscutibile, alla guida, come uomo, come pilota. Festeggiare insieme, tra compagni di scuderia, nella perversa logica dello sport individuale, che vuole che a trionfare sia uno e uno soltanto, tagliando il traguardo con tutta la felicità del mondo che potrebbe essere solo sua e che invece, Carlos Sainz, vuole condividere con tutto il mondo Ferrari.
Quello stesso mondo che sa di godersi il più forte dei piloti Ferrari per solo un anno, con la scadenza che poco si confà con l’entusiasmo alla base del successo che, per definizione, si spera sia sempre senza fine. Fine che invece arriverà tra Sainz e Ferrari al termine di questa stagione di gare; una scelta discutibile ma che ormai è stata presa. Giusta o sbagliata che sia ad oggi non deve essere il tema. Troppo bello quello che è successo in Australia in una Melbourne che è sempre più luogo che porta bene allo sport azzurro: Sinner a gennaio, la Ferrari adesso. Una doppietta dal sapore antico.
Riguardo all’oggi, la seconda gara della stagione ci ha regalato la certezza che un pilota Ferrari possa competere realmente con il dominatore degli ultimi anni di formula 1; Verstappen potrebbe aver finalmente trovato un degno avversario con una macchina all’altezza. Un avversario che ha un anno per entrare di diritto nella storia della Ferrari.
Carlo Galati @thecharlesgram