Duplantis, il salto oltre il limite

Chi ha più o meno tra i 40 e i 50 anni, è cresciuto seguendo le gesta di un atleta, nato russo e cresciuto ucraino, che un centimetro alla volta, un salto alla volta ha spostato in avanti i limiti umani. Il suo nome è Sergej Bubka, ha vinto una medaglia d’oro alle olimpiadi di Seul nel 1988 ed è stato campione del mondo per sei volte consecutive tra il 1983 e il 1997, passando con la sua asta sopra i confini della storia vincendo sia per l’Unione Sovietica che per l’Ucraina. Il suo record, per noi giovani ammiratori di quell’uomo volante era 6 metri e 15. Niente e nessuno sembrava potesse intaccarne l’aurea mitologica figlia dell’inarrivabilità. Concetti saldamente inattaccabili fino a quando non è atterrato un extraterrestre a riscrivere le regole del gioco: Armand Duplantis.

Questo ragazzo, nato da padre statunitense e da madre svedese, cresciuto in Louisiana è il più classico dei game changer, irrompendo con una straordinaria rapacità sopra il nido del mito posto ad un’altezza irraggiungibile per un essere umano diverso da Bubka. Ed invece, come spesso accade nella storia dello sport, “Mondo” (così è soprannominato Duplantis) ha iniziato a salire fino a 6 metri e 17, sentendo con la sua asta il favore di quel vento che spira solo verso i predestinati.

Poi in un susseguirsi di record, salto dopo salto, è arrivato fino a 6 metri e 24, l’ultima grande impresa, l’ultima grande misura di un campione assoluto che salta con la serenità di chi sa che, a 24 anni, c’è ancora tanta strada da percorrere, una strada lunga che porta verso l’alto, per spostare sempre di più quel limite. Un centimetro alla volta.

Carlo Galati (@thecharlesgram)

Lascia un commento