¡Que viva WTA, que Viva Iga!

Una rivincita in pieno stile, come si addice a quelle situazioni in cui, bistrattato da tutti, deriso e quasi messo all’angolo, alla fine è il tennis femminile a salvare l’edizione 2024 del Mutua Madrid Open. Con buona pace dei maschietti, più alle prese con i malanni fisici, cercando di capire come e quando saranno in grado di tornare in campo (com’era quella storia del sesso forte?!), che a rendere omaggio ad un torneo, dove i primi quattro giocatori al mondo sono messi all’angolo dall’età o, appunto, da acciacchi vari. La fortuna per il pubblico spagnolo è stata quella di aver avuto la possibilità di vedere i due loro beniamini in campo. A Roma, il più atteso non ci sarà. Amen. 

Il tennis femminile, dicevamo. Per fortuna che c’è, aggiungiamo. La finale tra Sabalenka e Swiatek, decisa al tie break, dopo oltre tre ore di partita, è stata la miglior partita del circuito femminile (so far) e una delle più belle dell’anno in generale. Una partita intensa, giocata a ritmi altissimi e caratterizzata dalla forza mentale, peculiarità predominante di due giocatrici che dimostrano il perché siedono al numero 1 e numero 2 al mondo. Con semplici e oseremo dire quasi definitive parole, la miglior partita possibile. Una finale che ha rimarcato come, ad altissimi livelli, il prodotto tennis femminile non abbia nulla da invidiare ai colleghi maschietti. 

Ha vinto, con merito Iga, numero 1 al mondo che dopo Doha e Indian Wells, fa suo il terzo 1000 della stagione e il nono in carriera. Non male per una neanche 23enne che certifica ancora una volta, davanti agli occhi di tutte le sue avversarie, perché sia la numero 1 e perché non sia facilmente contendibile. Un motivo su tutti: non è stata la sua versione migliore, ma commesso forse più errori rispetto a quelli a cui ci ha abituato ma ha giocato e vinto con vigore, forza e ritmo. Un ritmo che Sabalenka, a differenza dello scorso anno, non ha saputo reggere, soprattutto nei momenti importanti, nei tre match point annullati dalla polacca che alza al cielo di Madrid il (brutto) trofeo. Il torneo ringrazia per il match e anche noi.  

Carlo Galati @thecharlesgram

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