
Certe volte la difficoltà di raccontare qualcosa risiede nel non scadere nella banalità del momento, raccontando ancora una volta il significato di un’impresa che diventa la consuetudine della vittoria. Un processo che solo i grandissimi riescono a compiere e tra loro, con assoluta determinazione, c’è Carlo Ancelotti. Qualcuno lo definisce il più grande allenatore della storia del calcio italiano. Non siamo d’accordo per un semplice motivo: significherebbe categorizzarne l’aurea. Impossibile.
Carlo Ancelotti trascende il calcio per sedere al tavolo dei più grandi uomini di sport della storia. Non è solo allenatore vincente, ma viene da una storia di atleta vincente. In quanti come lui? Nessuno. Nessuno può vantare determinati successi prima come atleta e poi come allenatore in una sorta di striscia continua vincente che dura da oltre quarant’anni. Ha vinta la sua quinta champions league da allenatore con il Real, lo ha fatto con il solito calcio senza fronzoli. Un calcio adatto a questo Real Madrid.
Diranno, troppo facile con tutti questi campioni. Solitamente queste critiche arrivano perché assuefatti dal trito racconto che solo con il gioco stellare si possa vincere. La grandezza di Ancelotti sta anche qui: nel riscrivere i preconcetti e nel dimostrare che quando si hanno dei campioni si devono gestire, senza per forza inventare numeri da guerre stellari. Così è successo, la quindicesima Coppa dei Campioni è di un Real che il vero fuoriclasse lo ha in panchina. Vamos Carlo!
Carlo Galati @thecharlesgram