Lewis ruggisce a Silverstone

Lewis Hamilton è tornato. O meglio, forse non se n’era mai andato ma d’altronde i grandi campioni vincono così, mettendosi alle spalle i momenti bui, le piccole sconfitte di giornata, giocando sulla tattica e ritrovando una velocità da brivido nei momenti decisivi. Lewis Hamilton ha pianto e fatto piangere tutti di commozione, regalando e regalandosi un’emozione speciale, raggiunta a Silverstone, a casa sua.

La sua Silverstone, dove aveva vinto ben 8 volte, dove sapeva che stava disputando il suo ultimo gran premio con la Mercedes, perché dall’anno prossimo vestirà il rosso Ferrari. La sua è stata una vera magia e nel momento in cui ci sono state le condizioni più difficili – si è corso con l’asciutto, l’umido, il bagnato con un’aderenza sempre precaria – è stato lui a fare la differenza con una tattica sempre accorta, senza mai sbagliare una mossa, senza tentare un azzardo, senza sprecare nulla. E alla fine, dopo che al comando si erano alternati Russell, Norris e Piastri, è stato Hamilton nel momento decisivo ad aggredire la testa della corsa per restarci nei 12 giri finali, contro uno scatenato Max Verstappen che nel momento decisivo c’era, eccome. Proprio il secondo posto di Verstappen a soli 1’’4, valorizza ancora di più il trionfo di Hamilton.

E così il vecchio leone ha ruggito ancora una volta mettendo in fila tutti, sancendo ancora una volta il campione che è stato, il campione che è.

Carlo Galati @thecharlesgram

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