Està volviendo a casa

Football is not coming home, once again. Está volviendo a casa, direbbero gli spagnoli che, con merito hanno vinto il quarto titolo europeo della loro storia ai danni di un’Inghilterra ancora una volta incapace a mettere la parola fine a un racconto costruito con dovizia, ma che poi perde la bussola, smarrendosi sempre prima dei titoli di coda. Così dal 1966, così per la seconda volta consecutiva dopo il 2021, due finali europee perse in tre anni sono un bottino troppo magro per una squadra che avrebbe meritato sicuramente di più in questo periodo storico ma che, evidentemente non è ancora pronta per il salto definitivo. Quel salto.

Il salto che porta ad alzare una coppa ed un trofeo che per il calcio spagnolo vuol dire ancora una volta, la quarta (mai nessuno come loro), sul tetto d’Europa e con un futuro roseo davanti a se. Giocatori giovani, su tutti Yamal e Nico Williams, 39 anni in due, ancora una volta decisivi, così come lo sono stati in tutto l’Europeo. Una vittoria per 2-1 che porta le loro firme, direttamente o indirettamente e che mettono in mostra tutto il talento di un calcio che non ha avuto bisogno di rinnovarsi nei concetti, nella scuola, ma negli interpreti, conservando la propria anima, ma cambiandone gli interpreti, formati secondo i dettami di un gioco vincente. I quattro titoli europei e il mondiale vinto nel 2010 sono lì a testimoniarlo. 

Con buona pace degli inglesi che si ritrovano ancora una volta a fare i conti con una disfatta e con la consapevolezza che per vincere serva ancora qualcosa in più, anche fosse un pizzico di fortuna. Per ora piangono, con Kane ancora una volta incapace di trascinare alla vittoria di un titolo una formazione, che però ha tra le sue fila uno dei giocatori più forti al mondo, quel Bellingham già campione d’Europa con il Real Madrid, squadra spagnola. Appunto.

Carlo Galati @thecharlesgram

Lascia un commento